io non voglio sapere
quello che pensano gli altri,
io non voglio manco leggerlo.
mi rompo il cazzo a sapere
sempre
quello che penso io,
figuriamoci se ho voglia di
sapere degli altri e dei loro pensieri.
vediamo se questo lo senti visto che non senti più niente.
dimmi il niente lo senti?
e te la sto preparando bella. bisogna sempre alzare il voltaggio con te.vediamo se questo lo senti visto che non senti più niente.
il mio sistema immunitario ti sa vincere adesso.
e sei totalmente debellato.
cercare il dialogo sull'indicibile è stato perdere l'uso della parola.
cercare di provare l'amore per l'inamabile è stato scalare nella tempesta
e bruciarsi le dita col freddo e il gelo.
ora sono senza dita, per suonare
ora sono senza lingua per leccare
ma sono io e tu non ci sei più.
non fidarmi più di te e non farti più esistere in me, è quanto di più disumano
io ho dovuto imparare.
non vogliamo essere umani, questa è la nostra verità.
ti ho messo frai fiori più candidi e semplici che ho trovato,
nella radura del silenzio. a filo d'acqua, come una libellula
su una foglia. cullato da onde lievi.
non ci sei +
dove si sta finendo io non lo so mica, dove
vorrei avere la melodica impiastricciata dalla saliva,
vorrei avere l'apparecchio ai denti, vorrei avere la calzamaglia color panna coi buchini che quando li togli
hai tutti i piedini a rete.
perchè vorrei andare indietro di molto e non avanti,
dove è la poesia io non sento più poesia dov'è finita qui non c'è +
non si può vivere in apnea, non abbiamo le branchie.
non si può gioire di pochi istanti di sintonia con se stessi, per
poi tornare a lottare per sentirsi liberi.
non so più cosa fare per sentire qualcosa, non posso torturare un corpo per
richiamare l'anima a rapporto. non psoso seviziare con lame nella pelle, nei capelli, nella carne,
per vedere se l'anima sente qualcosa.
in questo istante una carezza avrebbe il peso del piombo e il calore di un corpo.
non ricordo più l'ultima volta che mi sono sentita abbracciata.
o forse si, ed eri tu. tu che senza chiedertelo hai capito che avevo bisogno di essere avvolta,
in silenzio, nelle nostre danze solidali, nemici acerrimi amati.
dear me,
I see you falling
una medusa è praticamente fatta di acqua.
i suoi tentacoli hanno funzione difensiva ma ancor più
offensiva.
se la lasci al sole
si disidrata, inaridisce. e muore.
ho una medusa sulla pancia e filamenti tentacolari lunghi e densi, dei colori del viola, nel bianco, e ombre nere, che sembrano i miei capelli.
ho una medusa sulla pancia per ricordarmi che sono fluida e delicata
velenosa e sinuosa,
che ho fatto dell'attacco una forma di difesa.
e ogni volta che mi si lascia al sole. muoio.
ma io sono acqua sono vapore sono ghiaccio.
e come muoio, rinasco.
tutto il bene che faccio è per te
tutto il male che faccio
lascialo a me.
The feeling of understanding
Is very rare
For someone like me, it's hard to
Find somebody to care
She's got a way about her
Changes everything
She's got a way about her
She's my sweet little thing
Makin' love with her indie rock
Playin' on the stereo
Holdin' hands goin' down the road
When she drives me home
She's got a magic about her
Makes me wanna sing
She's got a magic about her
Spent the day layin' in her bed
My nose against hers
Later we went for a drive
Didn't know where we were
Man, I never felt so alive
Nobody gets the girl
But baby, I do
Nobody gets me either
But she sees through
She's got a glow around her
Shines on everything
She's got a glow around her
She's my sweet little thing
è come se tu fossi una barca,
e io un porto.
viaggia, fluttua sulla tua libertà.
plana sulle tue debolezze,
vinci le tempeste, sfida i tuoi limiti.
fatti inghiottire, aggrappati con forza.
addormentati al sole e contempla il pallore delle lune.
io sarò sempre qui, ad accoglierti
tornerai se lo vorrai.
arenato, stremato, malinconico. volitivo. vinto e vincitore.
io sarò sempre qui
e potrai nel quanto e nel come vorrai
rigenerarti, prendere quello che vuoi
e ripartire.
l'unica forma di amore che conosco, è la libertà dell'essere.
così io sono porto e tu,
barca.
I Ritratti, bozza - acquarello #1
Succede che guarda il mondo da un reticolato scolpito dalle sue dita nervose, fra luce e nero vivo.
Lui si annoia, ma non nel senso supponente mediocre inetto che profetizza malessere esogeno ignorando completa inconsistenza del proprio essere. No, lui si annoia come un bambino che gioca con la palla e, d’un tratto, semplicemente, è stanco. E si ritira. La sua ricerca basata per lo più sulla privazione, si spinge fino alla consapevole rinuncia della piacevolezza, in nome di una tranquillità, che è assenza, ma lui preferisce confonderla con la prima. Questo gioco di presenza assenza – chissà poi se la gente lo nota o se di fondo c’è troppo inquinamento acustico per sentire la mancanza del suo silenzio, è denso e contundente.
Si ritira, si nasconde, si arrocca, lento. Lentissimo nelle movenze ma immediato nella sensazione che dà di sé. Ma non con una tensione romantica esistenziale afflitta e stralodante di pathos. No, è come un insetto che perlustra la foglia, è come un baco che si libera. Come l’acqua cheta.
Nell’assenza scolpisco volti nella mollica di pane, che sarà secca al suo ritorno.
Do’ fuoco ai formichieri, bevo porto per sapere che sapore ha essere lui, e mi domando se
In questa atarassia, non si nasconda solo, una autenticità non tanto ritrovata quanto, trovata per la prima volta.
Non ti viene voglia di disturbare chi è così fortemente sé, in sé, almeno non io.
è così raro. Pronto a tutto pur di non perdersi. più. ancora.
molto tempo fa lamentavo di non riuscire più a sentire la mia voce, perché sovrastata dalle voci altrui, e dai rumori che si sommano. Non è troppo lontana la mia urgenza di silenzio, laddove una parte di me è suono.
Nel suo silenzio le mie confusioni si aprono come quando ritagli un foglio piegato a fisarmonica, e scopri una ghirlanda definita di figure legate fra loro, ma distinte.
Così la sua capacità lucida di notificare cio’ che è e solo questo, i miei pensieri stropicciati lui li stende al sole come panni, puliti.
Mi domando cosa ci sia ( stato ) in me verso cui lui sia andato incontro.
Forse abbiamo solo polarizzato una matrice con un’altra. eleganti e selvatiche.
Forse io non sono poi così diversa, invece, ma dovevo riflettermi in lui per parlare con me.
si continua a viaggiare su rette parallele
che qualcuno dice s'incontrino sempre,
all'infinito.
è incredibile come si creda di sconfiggere certi demoni mentre questi il realtà si sono solo sopiti
e basta che come una clessidra, il nostro equilibrio soffi dei granelli, che questi si destino dal torpore
e comincino a fluttuare.
e si nutrono del nostro calore, rendendoci freddi.
io non so quando il mio demone è riuscito ad entrare e farsi posto in me.
penso molto tempo fa, quando il dolore, quello vero, mi ha scavato dentro.
si dice che il dolore scavi in noi per renderci capaci di contenere più amore,
ma io credo che in me invece abbia in fretta trovato posto, ben altro dall'amore.
per questo credo che l'unica cosa che mi possa salvare e scacciare
questo demone, sia l'amore.
non ho bisogno di quell'amore a cui si pensa subito,quello carnale, quello abitudinario e quindi di riferimento a strutture mentali a cui ci appoggiamo per potere camminare e sopportare,
quello che si veste
ma io parlo di
tutto quello che mi circonda e a stento sento. tutto quello che ho attorno.
allora io ho un problema. il mio demone cerca come un lupo di notte affamato
una carcassa.
non so se per fame o per istinto. sbranare.
tutti a scoprire le fantastiche mie peculiarità rarità, dense e piombate, pesanti e potenti, tanto belle tanto decantate
ma nessuno le vuole.
nessuno mi vuole.
non mi vuole nessuno.
ninna nanna ninna ooh
questa bimba a chi la dò?
forse il mio demone per morire deve essere lasciato solo
come vampiro se sente il sangue risveglia l'istinto.
devo stare sola per questo.
ho creduto di poterci convivere, di potere gestire i suoi momenti,
di accoglierli come parte di me.
ma soccombo. immobile
un sasso di piombo dipinto di nero che diviene voglia di sollevare, piatto
di lanciarlo nel lago e contare i cerchi
invece va giù
invece va giù
invece va giù
allo stesso tempo non posso scandirmi e avere bisogno di riflettermi negli altri
per sentire parlare di me come in un racconto, per potermi addormentare.
parlami di me, dimmi quanto valgo, dimmi quanto sono, dimmi che posso vivere.
dimmi che posso mangiare e che mi vedi, dimmi di me perchè io di me non so nulla.
non mi ricordo non mi so.
dimmi che mi pungerai le dita per svegliarmi.
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